L'agricoltura biodinamica

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Coltivazione biologica e biodinamica

L'agricoltura biodinamica

All’inizio del 1900 l’uso intensivo di prodotti chimici in campagna iniziava a dare evidenti problemi e gli agricoltori erano molto preoccupati per il degradarsi della qualità delle colture e dell’ambiente.

I terreni stavano perdendo la loro fertilità, diminuiva la durata germinativa delle sementi e gli animali erano sempre meno riproduttivi.
In questo scenario, nel 1924 lo studioso austriaco Rudolf Steiner gettò le basi di quella che oggi viene comunemente chiamata “Agricoltura Biodinamica” basata su un principio semplice ma essenziale: per coltivare non bisogna piegare e violentare la natura ma mettersi in sintonia con le sue leggi.

Negli anni successivi in Inghilterra ed in Svizzera nacquero, rispettivamente, l'agricoltura organica e l'agricoltura biologica, nomi differenti che ancora oggi determinano lo stesso intento, cioè quello di seguire un metodo di produzione fondato sulla riduzione dell'utilizzo di sostanze di sintesi e sul rispetto dei cicli naturali di coltivazione consentendo però una produzione sostenibile nel tempo.

Anche la nostra etica è fondata sui principi della sostenibilità, della tutela ambientale e del vigneto biologico.
Da sempre il nostro impegno è rivolto a raggiungere un alto standard ambientale nel panorama delle produzioni vitivinicole d’eccellenza italiane.

Il risultato del processo di riconversione al biologico, iniziato nel 2008, si è completato nel 2013, ottenendo dall’Autorità Competente, la certificazione di conformità al regolamento comunitario 834/07/CE in materia di produzioni da agricoltura biologica.

Agricoltura biologica, biodinamica

Un grande risultato che ci pone tra le prime aziende vitivinicole di qualità ad aver certificato l’intera produzione.
Coltivare seguendo le pratiche biologiche biodinamiche significa mettere in pratica una filosofia anche di vita nella quale crediamo fortemente.

Il rispetto per la terra e per i cicli della natura è prioritario: abbiamo escluso totalmente l’uso di sostanze velenose, prodotti chimici di sintesi, fertilizzanti chimici, diserbanti ed insetticidi.

Nei nostri vigneti seminiamo il sovescio tra i filari, fertilizziamo i terreni marnosi-argillosi con corno letame dinamizzato e stallatico, utilizziamo per la difesa delle piante quantità di rame e di zolfo di cava spruzzate in determinati periodi dell’anno e solo quando necessari.

Per ogni operazione colturale consultiamo il calendario delle semine, frutto di anni di ricerche e studi sull’influenza lunare nelle diverse pratiche agricole.

Il metodo di coltivazione biologico/biodinamico ha grossi benefici anche a livello ambientale: si riducono i consumi idrici favorendo la capacità di ritenzione idrica (humus), si hanno minori costi energetici impiegando sostanze e mezzi che nella loro filiera produttiva sono a basso costo (es. macerati di erbe, infusi ecc.) e riduce, infine, l’inquinamento aumentando la capacità fotosintetica delle piante e la loro qualità di funzionamento come filtro di sostanze nocive per l’uomo.